"Certo, le società cosiddette primitive sono nella storia; il loro passato è antico quanto il nostro, poiché risale alle origini della specie. Nel corso dei millenni, esse hanno subito ogni sorta di trasformazioni e attraversato periodi di crisi e di prosperità; hanno conosciuto guerre, migrazioni, alterne vicende. Ma si sono specializzate in vie diverse da quelle che noi abbiamo scelto. Forse sono rimaste, per certi aspetti, vicine a condizioni di vita antichissime; il che non esclude che, su altri piani, se ne allontanino più di noi.
Pur essendo nella storia, queste società sembrano aver elaborato, o mantenuto, una saggezza particolare, che le induce a resistere disperatamente a ogni modificazione della loro struttura che permetta alla storia di fare irruzione in esse".
Elogio dell'antropologia, Claude Lévi-Strauss
"Si ha motivo di ritenere che ci si trovi piuttosto di fronte alla creazione di simboli, di elementi della natura ambientale che, divenuta rito o religione, attraverso un'operazione di transfert, risponderebbe alla nostra idea di bellezza. Ma l'oggetto così ottenuto, per la concretezza che ha acquisito, diventa esso stesso sacro; è l'oggetto intero, è la realtà percepibile. L'idea che l'ha generato sparisce dietro l'oggetto che ha assunto forza di realtà".
Scoperta delle arti cosiddette primitive, Tristan Tzara
"L'arte fu, nell'infanzia del tempo, preghiera. Legno e pietra furono verità. Nell'uomo io vedo la luna, le piante, il nero, il metallo, la stella, il pesce. Che si lascino scivolare gli elementi cosmici, simmetricamente. Deformare, bollire. La mano è forte, grande. La bocca racchiude la potenza dell'oscurità, sostanza invisibile, bontà, paura, saggezza, creazione, fuoco".
Scoperta delle arti cosiddette primitive, Tristan Tzara
"Quando si è compiuto qualcosa per il proprio io, s'incorre in una maledizione. Dobbiamo capire che noi non facciamo mai niente, che c'è qualcuno che ci guida e che è il nostro intermediario. Noi non esistiamo: ecco il gran segreto".
Aforismi, Constantin Brancusi